TUMORI DELLA COLONNA VERTEBRALE

Che cosa sono?

I tumori che interessano la colonna vertebrale si distinguono in tumori primitivi e tumori secondari o metastatici.
I tumori primitivi hanno origine da strutture che costituiscono il tessuto scheletrico (cellule ossee, cartilaginee, cellule del midollo, ecc.) mentre i tumori secondari hanno origine da altri organi (prostata, mammella, polmone, ecc.) e raggiungono la colonna vertebrale per diffusione attraverso i vasi ematici e/o linfatici o per estensione diretta; per questo motivo i tumori secondari sono per definizione sempre maligni (metastasi).

I tumori primitivi si classificano in benigni e maligni (Tabella 1). I tumori benigni non danno metastasi, non recidivano localmente dopo asportazione completa, e non invadono i tessuti circostanti. I tumori maligni, invece, danno metastasi, possono recidivare localmente dopo asportazione e si accrescono tumultuosamente invadendo e infiltrando i tessuti circostanti.

I tumori benigni sono più frequenti in soggetti di giovane età: il 60 % di questi interessa infatti soggetti tra i 10 e 30 anni; dopo i 30 anni, invece, il 70 % dei tumori della colonna vertebrale è di tipo maligno.


TESSUTO DI DERIVAZIONE TUMORI BENIGNI TUMORI MALIGNI
Osseo Osteoma osteoide Osteosarcoma
  Osteoblastoma  
Cartilagineo Cordroma Condrosarcoma
Vascolare Emangioma Angiosarcoma
  Cisti Aneurismatica  
Emopoietico   Plasmocitoma
    Mieloma multiplo
    Linfoma
    Sarcoma di Ewing
Altri tessuti   Istiocitosi X
    Cordoma
    Tumore a Cellule Giganti

Tabella 1. Classificazione dei tumori primitivi della colonna vertebrale
(tratta dalla Classificazione della Organizzazione Mondiale della Sanità, eliminando i tipi più rari).

DIAGNOSI più frequenti per l'età DIAGNOSI più frequenti per sede
   
10-30 anni Corpo Vertebrale (parte anteriore)
Cisti Aneurismatica Cordoma
Tumore di Ewing Tumore a Cellule Giganti
Tumore a Cellule Giganti Emangioma
Istiocitosi X Istiocitosi X
Osteoblastoma Metastasi
Osteoma osteoide Mieloma
Osteocondroma  
Osteosarcoma Arco Posteriore
  Cisti Aneurismatica
30-50 anni Osteoblastoma
Condrosarcoma Osteoma osteoide
Cordoma Osteocondroma
Linfoma di Hodgkin  
Emangioma Interessamento di cellule adiacenti
  Cisti Aneurismatica
>50 anni Cordoma
Metastasi Condrosarcoma
Mieloma  
  Interessamento di Vertebre a distanza
  Istiocitosi X
  Metastasi
  Mieloma

Tabella 2. Tumori della colonna vertebrale: frequenza in relazione all’ età del paziente e alla localizzazione.
Le metastasi alla colonna vertebrale sono molto più frequenti (fino a 40 volte) di tutti i tumori primitivi della colonna considerati nel loro insieme e interessano soprattutto il tratto lombare; i tumori che più frequentemente danno metastasi alla colonna sono il tumore della mammella e quello della prostata.
Spesso la storia clinica di un paziente con una lesione vertebrale sospetta per essere una metastasi è positiva per una precedente diagnosi di tumore, anche se dal 15 al 40% dei casi la metastasi rappresenta il primo sintomo di un tumore fino ad allora non diagnosticato.

 

Come si manifestano?

Il dolore spontaneo, di tipo peculiare in alcuni tumori, costituisce un sintomo pressoché costante e talora conseguente alla frattura patologica (ossia non traumatica) della/e vertebra/e interessata/e (metastasi). Inoltre, se il tumore comprime le strutture nervose contenute nel canale vertebrale (radici e midollo) può comparire una sintomatologia neurologica periferica (disfunzione sensitivo-motoria degli arti, disfunzione degli sfinteri).
La diagnosi di tumore alla colonna vertebrale deve emergere dall'insieme delle indagini anamnestiche, cliniche, strumentali e istologiche (biopsia).
La diagnosi istologica è l'unica certezza diagnostica e si basa sul prelievo di piccole parti del tessuto sospetto (biopsia); la biopsia è indispensabile per distinguere le forme primitive dalle secondarie e differenziare i vari tipi di tumore e il grado di malignità.
Solo in casi eccezionali ci si può accontentare di una diagnosi strumentale (radiologica) grazie all'aspetto peculiare di alcune lesioni, (ad es. emangioma), soprattutto se accompagnate da un quadro clinico non evolutivo.

Fig.1. Rx e TC di emangioma.
Tipico aspetto a “palizzata” in Rx (freccia).
“Palizzata” in sezione sulla TC.
Nei casi di metastasi vertebrali, la scintigrafia ossea permette di diagnosticare le altre eventuali localizzazioni scheletriche.
Una volta effettuata la diagnosi istologica, è utile determinare l'estensione del tumore (stadiazione) che permette di stabilire il trattamento appropriato e la prognosi.
Come si curano?

Ogni tipo di tumore presenta specifici protocolli di trattamento e il programma terapeutico più adeguato (medico, chirurgico o combinato) deriva da una accurata valutazione multidisciplinare (oncologica, chirurgica, ortopedica, ecc.).

Trattamento chirurgico

In linea generale il trattamento chirurgico dei tumore primitivi mira alla cura del tumore (resezione radicale della massa tumorale) allo scopo di impedirne la recidiva e la disseminazione quando maligni (Fig. 2). Per tale motivo, soprattutto nel caso di tumori primitivi maligni, si tratta di una chirurgia particolarmente demolitiva e che spesso comporta il sacrificio in termini di muscoli, legamenti e radici nervose.


Fig.2. Risonanza magnetica e angiografia di cordoma interessante jl corpo di L2 trattato chirurgicamente mediante somatectomia e artrodesi anteriore
(radiografie postoperatorie a destra).
Il trattamento chirurgico dei tumori metastatici è invece finalizzato a risolvere o a prevenire "l'instabilità" patologica e le turbe neurologiche secondarie al tumore, poichè non vi è alcuna evidenza che l'asportazione di una metastasi possa giovare al trattamento della malattia tumorale (Fig. 3 e Fig. 4).

Fig.3. Risonanza Magnetica di metastasi di adenocarcinoma prostatico di T8 e T10, trattate mediante vertebroplastica (radiografie postoperatorie a destra).
Solo in casi eccezionali (metastasi isolata) esiste indicazione all'asportazione della lesione metastatica con criteri simili a quelli della chirurgia dei tumori vertebrali primitivi (Fig. 4 e Fig. 5).

Fig.4. T.C. e RM con reperto di metastasi ossea vertebrale isolata a livello del corpo di L4 (freccia gialla) in tumore del rene (freccia rossa).
Fig.5. Radiografie pre- e postoperatorie del caso in Fig.5. Intervento di somatectomia di L4 (escissione della metastasi) e artrodesi circonferenziale eseguito contemporaneamente a nefrectomia destra (asportazione del rene).